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Elettrostimolazioni

La corrente elettrica, oltre ad esplicare effetti antalgici, può avere sull’organismo un’azione eccitomotoria. Numerose sono in elettroterapia le forme d’onda utilizzate per la stimolazione neuromuscolare. E necessario quindi operare una prima distinzione, in base alle caratteristiche del muscolo da stimolare, per poter conseguentemente scegliere la forma d’onda più idonea al singolo caso:

Stimolazione del muscolo normoinnervato (ipotrofia muscolare ex non usu, paralisi isteriche):

  • Faradica Rettangolare Kotz;
  • Stimolazione del muscolo denervato o parzialmente innervato;
  • Correnti esponenziali;
  • (triangolare-trapezoidale).

Correnti di stimolazione del muscolo normoinnervato

Faradica – Sono forme d’onda tuttora usate per la stimolazione del muscolo normoinnervato e parzialmente denervato. Generalmente ben tollerate;

Rettangolari – La forma d’onda dell’impulso rettangolare è caratterizzata da una salita rapida, da un periodo di stato di durata variabile seguito da un’altrettanta rapida caduta a zero.

Queste correnti, insieme a quelle di Kotz, hanno di fatto sostituito la faradica nella stimolazione del muscolo normoinnervato.

Kotz – Le correnti di Kotz sono correnti sinusoidali (alternate) a media frequenza (2500 Hz), caratterizzate da uno spiccato effetto eccitomotorio (figura 1).

L’impiego di questa particolare forma d’onda garantisce un discreto incremento della massa muscolare, associato a un aumento della forza sviluppata dal muscolo.

Le correnti di Kotz permettono:

  • miglior selettività dei fasci muscolari da stimolare;
  • ridotto affaticamento da parte del soggetto;
  • maggior contrazione del muscolo rispetto alle normali contrazioni isometriche volontarie.

Correnti esponenziali

Sono caratterizzate da impulsi di forma triangolare, nei quali l’acme viene raggiunto in maniera graduale per poi scendere in maniera più brusca (figura 6).

Questo tipo di forma d’onda viene impiegato nel trattamento dei muscoli denervati, cioè nei casi in cui è presente una lesione neurologica periferica (axonotmesis, neuroaprassia, neurot-mesis).

Vengono utilizzati elettrodi adesivi ad uso personale, di ridotte dimensioni, per evitare di prendere fasci (gruppi muscolari) contigui. Il loro posizionamento deve seguire il decorso del muscolo, senza particolari ricerche dei punti motori. Attenzione va posta nell’evitare l’applicazione dell’elettrodo sul tendine o sulla giunzione teno-muscolare. L’intensità viene regolata sulla base di una valida contrazione isometrica visibile, senza provocare alcun fastidio al paziente. La durata dell’applicazione varia tra venti e i trenta minuti in base alle condizioni e alla grandezza e profondità del muscolo da stimolare. Il numero delle sedute è determinato dal tipo di patologia.

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