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Laser

La sigla LASER è l’acronimo di Lìght Amplification by Stimula-ted Emission of Radiation (amplificazione della luce ottenuta per emissione stimolata di radiazioni).

La luce laser si distingue dalla luce solare o dalla luce che scaturisce da una lampadina per alcune caratteristiche particolari, quali:

  • Monocromaticità;
  • coerenza;
  • forte intensità;
  • fecalizzazione (minima divergenza).

Monocromaticità – La luce emessa da una qualsiasi sorgente, quale per esempio una lampada, ha la peculiarità di essere formata da una considerevole gamma di lunghezze d’onda, e ciò produce l’inequivocabile luce bianca. La luce laser invece ha la caratteristica di essere formata da un’unica lunghezza d’onda, con uno spettro molto ristretto e quindi di grande intensità.

Coerenza – Per poter produrre l’effetto laser, è necessario che i treni d’onda mantengano una fase costante un fotone con una lun­ghezza d’onda particolare, diversa per ogni materiale attivo.

Forte intensità – I laser sono dispositivi costruiti con l’intenzione di utilizzare al meglio l’energia erogata. Ciò è possibile sfruttando la capacità del laser di ottenere una luce monocromatica, coerente e focalizzata. Infatti, sul pur piccolissmo punto di fuoco di un raggio laser si può raggiungere una temperatura assai superiore a quella che il sole produce sulla Terra.

Focalizzazione – Mediante opportune lenti di focalizzazione, il “fuoco” di un raggio laser può essere concentrato in un punto piccolissimo, permettendo di ottenere un ulteriore aumento dell’energia di uscita impiegata a generare l’effetto laser. La possibilità di collimare la luce laser è dovuta in gran parte alla capacità dello strumento di ottenere una luce il più coerente possibile.

Effetti

  • aumento del flusso ematico per microvascolarizzazione con conseguente azione antiflogistica, antiedemigena e stimolante il metabolismo cellulare;
  • modificazione della pressione idrostatica intracapillare con riassorbimento dei liquidi interstiziali;
  • innalzamento della soglia di percezione del dolore (effetto analgesico);
  • stimolazione del ricambio elettrolitico della cellula con incremento dei processi metabolici;
  • effetto mitogeno;
  • aumentata attività mitocondriale associata ad elevata produzione di ATP (adenosin-trifosfato), probabilmente in rapporto a un potenziamento del trasferimento di elettroni all’interno delle membrane dei mitocondri;
  • presenza di aumentati livelli di RNA nel reticolo endoplasma-tico degli animali;
  • stimolazione della proliferazione dei fibroblasti e precoce incremento nella produzione di collagene nelle ferite.

Azione antiedemigena – L’edema che si instaura in fase acuta è più facilmente risolvibile di quello ormai cronicizzato che, dal punto di vista estetico e funzionale, è solito dare cicatrici retraenti e fibrotizzazione cellulare. La terapia laser agisce quindi elettivamente nella prima fase della flogosi sul mediatore chimico responsabile della vasodilatazione iniziale: istamina, prostaglandine e bradichinina.

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